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Cosa dice la normativa sulla Privacy

Con il DLGS N° 196 del 30 giugno 2003 (Gazzetta Ufficiale 29/07/2003) entra in vigore il nuovo Testo unico sulla privacy, che sostituisce la legge 675/1996 e alcune disposizioni di legge attualmente in vigore.

Il Nuovo Testo Unico, denominato "Codice della Privacy", introduce nuove garanzie per i cittadini e semplifica alcune norme esistenti.

Con il Decreto legge n. 266 del 9 novembre 2004 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N° 264 del 10 novembre 2004 viene disposto il rinvio al 30 giugno 2005 degli adempimenti previsti per il 31 dicembre 2004.

Successive modifiche apportate al Codice della Privacy hanno stabilito un'ulteriore proroga al 31 marzo 2006 per l'adempimento delle misure di sicurezza, compresa la redazione del DPS (Documento Programmatico della Sicurezza).

La scadenza al 31 dicembre 2005 è stata confermata per gli adempimenti organizzativi relativi alla nomina del titolare e dei responsabili e le comunicazioni nei confronti dell'interessato (consenso e informativa).

E’ slittata invece al 31 marzo 2006 la compilazione del Documento programmatico sulla sicurezza da parte di imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni.

Slitta, di conseguenza, al 30 giugno 2006, il termine per coloro che non possono per certificati motivi approntare il DPS entro la fine di marzo 2006.

Il 28 febbraio 2006, infine, era il termine ultimo per l'obbligo per la pubblica amministrazione di dotarsi di regolamenti, predisposti anche secondo schemi tipo autorizzati dal Garante, contenenti le regole per il trattamento dei dati sensibili.

La creazione o l'aggiornamento del DPS (Documento Programmatico sulla Sicurezza) interessa la maggior parte delle aziende e dei professionisti. Infatti il DPS và redatto in tutti i casi in cui sono gestiti dati sensibili o giudiziari (dati relativi a paghe, contributi, ritenute, malattia, otto per mille).

Con l'introduzione del nuovo codice tutti coloro che gestiscono dati personali (comuni, sensibili, giudiziari) debbono applicare obbligatoriamente le misure minime di sicurezza.

Le sanzioni previste, in caso di accertamento di violazioni, sono di tipo amministrativo (fino a 124.000,00 euro) e di tipo penale (fino a 3 anni di reclusione), oltre alla esclusione da eventuali appalti.

Sono previste anche sanzioni con risarcimento danni per chi non adotta misure minime.